Tutta l' isola di Leros
costituisce un piccolo regno per escursioni e passeggiate. Sono
segnalati numerosi percorsi che rappresentano un vero invito per
gli amanti del trekking.
Dall' antichità alla Seconda Guerra Mondiale.......
Leros a causa della morfologia regolare del suo terreno, è
indicata per rilassarsi, per una riposante passeggiata o un giro
in bicicletta. Il viaggiatore che percorerà l'isola a piedi o in
bicicletta, godrà dei pittoreschi e stupendi scorci dell' isola,
a contatto con diversi colori ed i rilassanti suoni della natura.
Potete seguire percorsi che conducono ai monumenti archeologici,
storici e militari dell' epoca del dominio Italiano, che
rivestono un particolare interesse. Potete avere dal Comune di
Leros maggiori informazioni sulla visita ai monumenti militari
ed al Museo Bellico “Tunnel” a Merichia.
Verso il castello della Madonna
Per arrivare al castello della Madonna (Castelo di Pandeli), a
patto che vi piacciano le passeggiate romantiche, dovete
lasciare la vostra auto nel parcheggio di Platanos e potrete
salire attraverso i quartieri di Platanos verso Aghia Paraschevi.
Da lì seguirete il sentiero con i circa 500 scalini.
Girate tra i bei vicoli di Platanos e di Aghia Paraschevi e
all`estremità del paese salirete la collina, sentendo l’odore di
timo, salvia ed altri odori. Ad Apitichi incontrerete casamatte
ed edifici d' acquartieramento. Il panorama, durante la salita,
vi ripagherà della stanchezza che sicuramente sentirete. I
Leriani fanno questa salita a piedi per voto, quando chiedono
una grazia alla Madonna.
Giungendo all`entrata del Castello, proverete la sensazione di
oltrepassare i confini del tempo. Se vi lasciate andare alla
vostra fantasia, vedrete i cavalieri e gli abitanti di Leros
difendersi dalle balestriere, dall' invasione del nemico.
Da Lachi verso Xirocampos
Con Lachi alle nostre spalle, seguiamo la direzione verso
Xirocampos ed arriviamo a Temenia, ove si trovava la zona
industriale al posto dell`attuale edificio del DEI (Ente
nazionale per l`enegia elettrica) (ex SIER). Esattamente accanto
si trova la zona in cui precedentemente si trovava la fabbrica
di bibite gassate di Dogliani. Accanto era situata la
falegnameria dell’italiano Pengo, che disponeva dell’unica
macchina di taglio e di trattamento del legno. Lì vicino si
trovava anche il cimitero cattolico. Oggi è ortodosso anche se
sono ospitate alcune tombe italiane.
Andandosene da Temenia, giungiamo a Lepida e vediamo, sulla
nostra destra l'ospedale psichiatrico, costruito per ospitare la
base aeronautica italiana G. Rosseti (base degli idroplani).
Si distinguono dei maestosi edifici ed una delle due gru, che
venivano usate per portare gli idroplani a terrra. I tre grandi
capannoni degl idroplani non esistono più, anzi uno di questi si
trova attualmente a Tatoi nell’ Attica ed ospita il museo aereo.
Lasciamo alla nostra destra l`entrata del Centro di Cura Statale,
continuiamo verso Xirocampos, ed incontriamo il villaggio di
Sfachià, ed, alla nostra sinistra, una strada asfaltata ci
conduce al monte Tsiguna. Lì si trovano gli edifici del reparto
d` artiglieria 113 e la sala per i generatori di elettricità.
Appena scorgiamo le prime abitazioni di Xirocampos (poco dopo la
chiesuola di Aghios Vlasis) troviamo l`indicazione che segna la
salita verso Paleokastro. La salita verso Paleocastro ci
riporterà al periodo preistorico (reliquie delle mura "ciclopiche").
Allo stesso tempo, ci darà la possibilità di visitare monumenti
d' interesse storico e religioso, come la chiesuola della
Madonna e le rovine della basilica paleocristiana. Nell`acropoli
trovavano rifugio dalle incursioni gli antenati dei Leriani.
Proseguendo sulla strada verso Xirocampos, incontreremo la
chiesa del villaggio, Aghios Fanurios, davanti alla quale passa
un`altra strada che conduce al monte Scubarda ed agli edifici
del reparto artiglieria 262 ed ad Aghios Gheorghios. La strada è
asfaltata solo all`inizio. Chi salirà fino in cima, resterà
affascinato dallo splendido panorama che offre tutta l' isola e
si sentirà un tutt’uno con l' Egeo. Inoltre, potrà osservare gli
edifici storici, risalenti alla Seconda Guerra Mondiale.
Scendendo la strada di Xirocampos verso la spiaggia,
attraversiamo il villaggio. La strada continua fino a Diapori -
Turturas e la stazione fotoelettrica FT3. La strada è asfaltata
fino alla chiesuola della Madonna Kavuradena, un`altra meta da
visitare. Da Diapori fino ai reparti d`artiglieria 281 e 388,
dovremo proseguire a piedi, vista la mancanza di accesso
stradale. Vale la pena, perché gli edifici d' acquartieramento
dei reparti d`artiglieria si distinguono per gli affreschi che
sono stati realizzati durante il periodo dell`occupazione.
Da Lachi verso Patella
Andando verso Patella, un percorso che offre numerose nozioni
sull' organizzazione militare degli italiani nell` isola, si
passa prima dal monumento del cacciatorpediniere "Regina Olga",
nella spiaggia di Lachi. Alla nostra destra vediamo l' edificio
che fu la sede dell' Amministrazione Navale Italiana con accanto
un grande magazzino. Quasi accanto si trova l' edificio dell`
INTEL (Servizio Impianti Tecnici Marittimi di Leros) e l'
edificio che ospitava il Comandante della Base Navale (qui
risiedeva anche l' ultimo Comandante, Ammiraglio Mascherpa).
Gli edifici a Gonià furono costruiti prima di Lachi, ma la loro
costruzione è stata proseguita anche successivamente. Alla
nostra sinistra si trova il molo al quale attraccavano i
cacciatorpedinieri ( oggi è utilizzato come marina). Proprio
sopra, sulla cima della collina, si trova la base armata per la
difesa antiaerea (aerofono)
Oltrepassato Gonià, attraversando una pineta, incontriamo
Culuchi e Merichià. Lì si trovano in stato di abbandono i grandi
magazzini sotterranei di munizioni e le officine. Qui
incontriamo il famoso Museo Bellico "TUNNEL" nel quale sono
esposti oggetti bellici, materiale fotografico ed audiovisivo
della "Battaglia di Leros". Il Museo Bellico costituisce un
punto importante per la valorizzazione e la promozione della
storia dell' isola.
Proseguendo, si arriva alla foce del porto naturale, a capo
Catsuni, dove si incontrano gli edifici d' acquartieramento, la
zona in cui dei macchinari trascinavano la rete antisommergibile
e la colonna che riavvolgeva il cavo, che ostacolava l`entrata
nel golfo. Qui si possono osservare le basi dei cannoni dei
reparti d`artiglieria 250 e 227 e l’osservatorio quasi
completamente diroccato.
Tornando verso la strada centrale e proseguendo, si arriva al
reparto d`artiglieria Ducci dove vi sono alcuni edifici, uno dei
quali con finestre e porte blindate. I segni delle esplosioni
sono evidenti.
Proseguendo ancora, si giunge alla cima di Patella. In questa
zona si trovava in precedenza l'amministrazione di FAM DI CAT,
cioè l' amministrazione ed il coordinamento dell’ intero sistema
antiaereo. Tale struttura disponeva anche di aerofoni per la
localizzazione degli aerei, attraverso osservatori sotto il
comando del vicecapitano V. Spigai. Oggi, il tetto dell'
osservatorio è distrutto. Ci sono resti di un aerofono grande e
di uno più piccolo. Inoltre, vi sono anche gli edifici d'
acquartieramento e d' amministrazione.
Da Lachi verso Partheni
Sul percorso verso Platanos, all' altezza di Anghira si incontra
una strada, sulla nostra destra e, seguendola si arriva nella
zona di Vigla dove si trova il reparto d`artiglieria 306. È una
delle fortezze più maestose dell' isola. Ci sono le gallerie d'
entrata, lo spazio per i cannoni e l' edificio d'
acquartieramento.
Se all' altezza di Anghira si gira a sinistra, si arriva ad
Aghios Nicolaos il Povero. Lì si trova l`edificio, distrutto e
abbandonato dell`ex emittente italiana con tre altissime antenne.
Da Anghira, girando a sinistra, si giunge a Rachi, dove si
osservano ancor oggi le postazioni del reparto d`artiglieria
211.
Continuando il bel percorso, da Rachi si arriva, a Camara ed ad
Alinda. Ad Alinda vale la pena visitare il Museo Folcloristico e
Storico "Manolis Isichos" nella Torre di Beleni, che è l' unico
recente Museo storico del Dodecaneso. Partendo da Alinda ed
spostandosi verso Partheni, nelle zone di Camara e Smalù, si
incontrano alcuni degli ex magazzini italiani ancor oggi in uso.
Proseguendo, una strada sterrata conduce al reparto
d`artiglieria 906 a Diplogurna, in un edificio d'
acquartieramento nel quale sono conservati affreschi ed
iscrizioni sulle pareti. Nella zona di Marchellos si trovano i
resti del reparto d`artiglieria Farinata. Arrivando a Partheni,
si possono vedere molte strutture militari, in uso ancor oggi,
ma con divieto d`accesso. Sul molo si distinguono ancora i
binari dei vagoni che portavano le mine e le torpedini.
Proseguendo incontriamo il piccolo porto di Rina. Lì si era
nascosta l` "Ivorea", successivamente scoperta e affondata dai
tedeschi. Una piccola parte di essa non si è distrutta e si
trova semimmersa vicino alla costa. Ancor oggi si possono vedere
le bitte d’ ormeggio, alle quali attraccavano le navi ed i resti
della rete antisommergibile.
Avanzando verso Blefuti, sull’altura, vi sono i resti del
reparto d`artiglieria 888. A capo Asfugaros si trovava il
reparto d`artiglieria 899, dove è ancora visibile la facciata
dell' edificio sulla quale c’ è la scritta "Siamo orgogliosi di
occupare un posto di combattimento, di sacrifici e di dovere".
Subito dopo si trova il golfo di Vaghià dove sbarcarono i
tedeschi, dopo la Bataglia di Leros. Di fronte all’ isola
Stroghili, si trova immersa, ad una profondità di 6 metri, una
nave da sbarco tedesca.
Inoltre, nelle zone di Aghios Policarpos, Aghios Spiridonas,
Gherakas, Clidi, Thimari e Facudià, come pure in altri luoghi,
si possono vedere altri reparti d`artiglieria, su molti dei
quali vi sono affreschi di quell` epoca..